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Colpevole per l'infortunio del dipendente il datore di lavoro che non somministra la formazione obbligatoria
Pronunciandosi su una vicenda che vedeva imputato un datore di lavoro, il quale era stato condannato per un infortunio occorso ad un dipendente a causa dell'ommessa formazione obbligatoria, la Cassazione, nel respingere la tesi difensiva secondo cui la avvenuta formazione, all'epoca del fatto, poteva essere anche dimostrata verbalmente, ha affermato il principio secondo cui il datore di lavoro deve provare di avere ottemperato all'obbligo in questione, in quanto tenuto a compilare un documento sulla formazione del lavoratore, contenente i riferimenti anagrafici di costui, le ore di formazione dedicate ai rischi, la data della formazione medesima. a cura della Redazione “Il Quotidiano Giuridico” 22/09/2014

Prima di soffermarci sulla pronuncia resa dalla Suprema Corte, è opportuno ricordare, per quanto qui di interesse, che la formazione obbligatoria dei lavoratori è uno dei cardini dell'intera normativa sulla sicurezza e salute sul lavoro. Ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. n. 81 del 2008, il datore di lavoro deve assicurare che ciascun lavoratore ricevi una formazione sufficiente ed adeguata in materia di sicurezza e di salute dell'ambiente di lavoro.

A seguito dell'Accordo Stato/Regioni del 21 dicembre 2011, molti imprenditori hanno adempiuto all'obbligo formativo nei confronti dei lavoratori e dei preposti. Coloro che ancora non hanno provveduto a rispettare questo obbligo formativo, devono dunque attivarsi al più presto, visto che ormai le regole sono state definite da più di due anni.

L'Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 ha stabilito anche le procedure operative per avviare la formazione obbligatoria dei lavoratori e, fra queste, è prevista la richiesta di collaborazione agli enti bilaterali o paritetici. Questo significa che il datore di lavoro deve predisporre il piano formativo, sulla base del documento di valutazione dei rischi e previa consultazione del rappresentante dei lavoratori.

Il piano formativo, e quindi il corso di formazione, andrà realizzato previa richiesta di collaborazione all'ente bilaterale o paritetico di riferimento. Ove la richiesta riceva riscontro dall'ente bilaterale o dall'organismo paritetico, delle relative indicazioni, il datore di lavoro, dovrà tenerne conto nella pianificazione e realizzazione delle attività di formazione, anche dove tale realizzazione non venga affidata all'ente bilaterale o all'organismo paritetico. Ove la richiesta, invece, non riceva riscontro entro quindici giorno dal suo invio, il datore di lavoro potrà procedere autonomamente alla pianificazione e realizzazione dell'attività formativa.

Secondo il predetto Accordo Stato - Regioni pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 gennaio 2012, dunque, tutti i lavoratori devono ricevere una formazione generale (4 ore) e una formazione sui rischi specifici, che varia in funzione del livello di rischio dell'azienda: per i settori della classe di rischio basso, medio e alto sono previste 4, 8, 12 ore rispettivamente; perciò i lavoratori di aziende classificate a rischio basso devono ricevere almeno 8 ore di formazione, che diventano 12 per quelle a rischio medio e 16 per quelle a rischio alto. L'attività di formazione deve coinvolgere tutti i lavoratori dell'azienda, tuttavia i preposti e i dirigenti devono ricevere una formazione aggiuntiva, indipendentemente dalla classe di rischio. La formazione dei preposti si articola su 8 punti (di cui i primi 5 possono essere svolti in modalità e-learning) e ha una durata minima di 8 ore, mentre per i dirigenti è prevista una formazione di 16 ore, indipendentemente dal macrosettore di rischio, suddivisa in 4 moduli formativi, per i quali è possibile lo svolgimento in modalità e-learning. I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi, primo soccorso e gestione dell'emergenza devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico.

Gli addetti al primo soccorso devono frequentare un corso che prevede una istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di primo soccorso. In particolare, nelle aziende del Gruppo A gli addetti al primo soccorso devono frequentare un corso di 16 ore, mentre nelle aziende dei Gruppi B/C sono previste 12 ore di lezione. Il corso per addetti antincendio assicura la formazione dei lavoratori addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza secondo quanto previsto nell'allegato IX D.M. 10 marzo 1998. La durata del corso è funzione del rischio incendio dell'azienda: per il rischio basso, medio e elevato sono previste rispettivamente 4, 8, 16 ore di lezione.

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. Il corso per RLS ha una durata di 32 ore iniziali, di cui 12 sui rischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate, con verifica di apprendimento. Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di prevenzione e protezione nelle aziende artigiane e industriali fino a 30 addetti, nelle aziende agricole e zootecniche fino a 30 addetti, nelle aziende della pesca fino a 20 addetti e nelle altre aziende fino a 200 addetti. L'Accordo Stato-Regioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 gennaio 2012, ha previsto che i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP devono frequentare corsi di formazione della durata di 16 ore per il livello di rischio basso, 32 ore per il livello medio e 48 per il livello alto. I tre livelli di rischio sono in funzione del Settore ATECO di appartenenza dell'azienda. Il percorso formativo degli RSPP prevede la partecipazione a 3 moduli formativi specifici: a) Modulo "A" di 28 ore (di base) e secondo anzianità; b) Modulo "B" da 12 a 68 ore specifico per Macrosettore "Ateco" e secondo anzianità; c) Modulo "C" di 24 ore (relazionale-gestionale) per tutti. Il modulo C è previsto solo per gli RSPP. È di almeno 24 ore e tratta argomenti di natura "relazionale-gestionale". Per i Coordinatori per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori è previsto la partecipazione ad un corso della durata di 120 ore.

I lavoratori addetti al montaggio e smontaggio di ponteggi devono ricevere una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.

Il corso per addetti al montaggio e smontaggio di ponteggi di 28 ore ha un contenuto teorico-pratico e deve riguardare:
a) la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio;
b) la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio con riferimento alla legislazione vigente;
c) le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti;
d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;
e) le condizioni di carico ammissibile;
f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione possono comportare.

Tanto premesso, nel caso in esame, il datore di lavoro era stato condannato per non aver provveduto ad assicurare una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza sul lavoro in relazione alla mansione di boscaiolo svolta da un lavoratore infortunatosi, con le specifiche misure prevenzionistiche, tipiche del settore boschivo. Contro la sentenza, aveva proposto ricorso per Cassazione il datore di lavoro, sostenendo che non fosse necessaria la prova scritta da parte sua della avvenuta formazione del lavoratore fino al 2011.

La Cassazione ha respinto il ricorso, in particolare affermando che i datori di lavoro sono tenuti, ex art. 37 (disposizione che ha sostituito il D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 22, comma 1) e D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 55, comma 5, ad ottemperare all'obbligo di formazione dei dipendenti, e devono conservare in azienda la attestazione della avvenuta formazione, secondo il dettato di cui al D.M. 16 gennaio 1997, richiamato implicitamente dall'allegato A), punto 10 dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. La mancata produzione da parte del datore di lavoro della relativa documentazione non era dunque giustificata.

Del pari, non è stata ritenuta fondata la tesi sostenuta dallo stesso imputato, secondo cui la avvenuta formazione, all'epoca del fatto, poteva essere anche dimostrata verbalmente dal datore di lavoro, in quanto il comma 2 dell'art. 37 del citato decreto rimette alla conferenza tra Stato e Regioni la determinazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione che il responsabile è tenuto a dare al lavoratore, accordo tra Stato e Regioni stipulato solo nel 2011. Conseguentemente, concludono gli Ermellini, il datore di lavoro deve provare di avere ottemperato all'obbligo in questione, in quanto tenuto a compilare un documento sulla formazione del lavoratore, contenente i riferimenti anagrafici di costui, le ore di formazione dedicate ai rischi, la data della formazione medesima (sulla questione non constano precedenti in termini).

Precedenti giurisprudenziali: Non constano precedenti in termini

Riferimenti normativi: D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 37 Accordo Stato-Regioni, 21 dicembre 2011 Cass. Pen., Sez. III, 9 settembre 2014, n. 37312
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