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Scienze Regionali
Italian Journal of Regional Science
Vol.16 – n. 1, 2017, 137-144
 
Sezione: Note e dibattiti/Notes and Debates
 
L'urbanistica tra scienza e decisione. Note critiche sul problema della scelta pubblica a partire da un libro di Roberto Cassetti e Pier Luigi Paolillo
Stefano Moroni*

1. Premessa

I rapporti tra conoscenza e decisione (Crosta, 1998; Rydin, 2007), tra tecnica e politica (Mazza, 2004b, 2015), rappresentano dilemmi classici della teoria e della pratica urbanistica. Il recente libro di Cassetti e Paolillo (2016) rilancia tali questioni in modo interessante e originale. La presente nota è volta a sottolineare la necessità di accogliere criticamente la sfida.

 
2. Due temi principali: la scienza (e la tecnica); il piano
 
Richiamo brevemente le tesi principali del libro di Cassetti e Paolillo (2016) al fine di trarne spunto per discutere due questioni cruciali.
Il testo inizia prendendo in considerazione quella che viene chiamata Età dell’oro, ossia il periodo dell’urbanistica modernista che va dal secondo dopoguerra agli anni settanta. In questa fase la pianificazione era saldamente ancorata a principi razionalisti e sicura del proprio ruolo salvifico: «fondata sui valori di ragione e di progresso che, dall’Illuminismo fino al Marxismo, avevano permeato il pensiero della società occidentale, e l’avevano legata altresì indissolubilmente alle esigenze e ai ritmi della città industriale» (Cassetti, Paolillo, 2016, p. 9).
Il discorso prosegue mostrando come il successivo periodo post-moderno abbia preteso di superare la modernità semplicemente dissolvendo la scienza nel pluralismo dei racconti e l’etica nella molteplicità delle preferenze. A questa congerie culturale il libro fa in qualche modo corrispondere la scomparsa di quadri regolativi unitari e certi per la città e l’emergere dell’urbanistica per progetti e dell’urbanistica contrattata. «L’intero edificio […] della Modernità – i concetti di ragione, di lavoro, di progresso, di costruzione del futuro – è stato raso al suolo dai Postmodernisti col loro attacco frontale alle ideologie (le ‘metanarrazioni’) in favore della relatività dei punti di vista, del multiculturalismo […], del desiderio, dell’ironia […]» (Cassetti, Paolillo, 2016, ibid.). Questo ha dato origine alle «varie ‘urbanistiche’ della Postmodernità basate sulla logica del frammento, del progetto di singole parti di città, dell’immediata realizzazione, del breve periodo» (Cassetti, Paolillo, 2016, p. 10).

* DASTU - Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano, via Bonardi 3, 20133, Milano, Italia, e-mail: stefano.moroni@polimi.it.
 
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